Venerdì, 20 ottobre 2017

 
 
 

Arresto Ciro Borriello. Si dimettono Romina Stilo ed altri quattro assessori

Si sgretola la giunta di Torre del Greco, salgono a nove i consiglieri dimissionari. Comune verso il commissariamento

09-08-2017
di Redazione

 

Crolla  l'impero di Ciro Borriello a Torre del Greco. Dopo l'arresto del sindaco dimissionario per un giro di presunte tangenti nell'affaire spazzatura,oggi hanno protocollato le dimissioni anche quattro assessori e due consiglieri comunali, portando a nove il numero di quest'ultimi e indirizzando inesorabilmente verso il commissariamento il comune corallino.

Nello specifico hanno rassegnato le dimissioni la lady giunta, Romina Stilo, vicesindaco e attuale reggente dell'amministrazione, nonchè delfina del sindaco arrestato, e poi  gli assessori Anita Di Donna titolare della delega ai Lavori pubblici e all'Urbanistica, Luigi Mele, e il responsabile del verde pubblico Gerardo Mazzeo.

Insieme a loro hanno lasciato i loro incarichi anche i consiglieri comunali Annalaura Guarino, eletta con la civica Borriello Sindaco e poi passata all'opposizione per divergenze politiche col primo cittadino, Stefano Abilitato (Forza Italia).

Intanto sull'arresto di Borriello è interventuto il senatore di ALA Ciro Falanga: "La vicenda del sindaco Borriello fa ritornare centrale il tema della misura cautelare. Occorre interrogarsi sulla necessità della detenzione inframuraria ancora nella fase delle indagini e chiedersi se una misura alternativa, come la detenzione domiciliare, possa assicurare quelle esigenze cautelari finalizzate a evitare che il reato venga reiterato, ovvero a fare in modo che non si rischi possa esserci attività di inquinamento delle prove".  "Si legge che Borriello - aggiunge - si sia dimesso dalla carica di sindaco, sicché ne consegue logicamente che egli non possa reiterare il reato per il quale è accusato. Sono però certo che l'attenta magistratura, sia torrese che napoletana, adotterà i provvedimenti più giusti e corretti nella tutela degli interessi dello Stato e nel rispetto delle garanzie dell'indagato, non ancora definitivamente condannato".



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