Lunedì, 24 luglio 2017

 
 
 

‘ScriviAmo’ fa breccia in carcere. La toccante lettera di un detenuto

La storia di un “giovane ragazzone” di Torre Annunziata che dice: “La letteratura è la vera libertà. La malavita vive di ignoranza”

06-01-2017
di Raffaele Perrotta

 

Sarà stato lo spirito natalizio, o forse un dono dell’Epifania, sta di fatto che un successo il corso di scrittura ‘ScriviAmo’ l’ha già ottenuto. L’iniziativa, che si tiene alla Cripta della chiesa dello Spirito Santo di Torre Annunziata, è riuscita a far breccia addirittura nelle porte di un carcere, quello di Carinola per la precisione. Nel penitenziario, un detenuto oplontino ha appreso dell’evento ed ha deciso di “aprire il suo cuore”, scrivendo anche una poesia.

Sono un ‘giovane ragazzone’ di Torre”. Così esordisce F. nella sua lettera che ha inviato agli organizzatori. “Quando ho letto di questa iniziativa il mio cuore ha gioito per questa città maltrattata e violata. Debbo ammettere che anche io ho contribuito a farla essere tale. Sono stato come quelle persone che amano qualcosa e, senza rendersene conto, la distruggono con il passare del tempo. Poi, solo dopo si rendono conto dell’amore che potevano ricevere”.

Ma a quanto pare, non tutto il male viene per nuocere. Nonostante il “giovane ragazzone” abbia sbagliato altre volte, una volta arrestato ed in prigione, ha scoperto che “dal buio nasce la luce. Ritengo che commettere reati sia solo un errore di incomprensione”. Quindi, dritto al sodo al corso di lettura. “Non so cosa sia di preciso ScriviAmo ma, in una città dove la delinquenza minorile cresce perché c’è una cultura sottosviluppata, credo che la letteratura rivoluzioni la mente facendoci fare un passo nella vera libertà”.

La risposta alla missiva non è tardata e, utilizzando lo stesso strumento, una lettera, Francesco Paolo Oreste, curatore dell’evento, e Anna Vitiello, del ‘Progetto Cripta’, hanno replicato al giovane. “L’obiettivo non è solo quello di riqualificare il territorio ma soprattutto, di dare ai cittadini, e particolarmente ai giovani, la possibilità di poter creare, costruire nuove opportunità e di poter credere ancora in un sogno”. Ha scritto Vitiello, mentre Oreste ha aggiunto: “Ricevere la tua lettera ci ha restituito il senso dell’impegno profuso. Le tue parole sono una testimonianza emozionante di tantissime speranze, la prova che c’è sempre e tanto da fare”.

Quindi una promessa-richiesta al giovane: “Se sei d’accordo, ci piacerebbe inviarti gli appunti del corso e ricevere altre tue lettere”.



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