Il Presidente Ernesto Aghina lascia il Tribunale Oplontino dopo sette anni. "Quando sono arrivato non conoscevo Torre Annunziata, per me era semplicemente un'uscita autostradale. Questo è un territorio dalle mille potenzialità e sono felice di avere concluso la mia carriera di magistrato in uno degli uffici giudiziari migliori della nazione". 

Nell'aula Siani del Palazzo di Giustizia in tantissimi per salutare "un punto di riferimento insostituibile". Lo definiscono così le toghe di Torre Annunziata, visibilmente commosse alla notizia del pensionamento del presidente. Un magistrato di altissimo profilo che ha il merito di avere aperto le porte del Tribunale alla società civile. In aula un susseguirsi di interventi per ripercorrere una lunga carriera al servizio della giustizia. "Un leader ed un esempio senza la presunzione dell'esserlo".

"Il futuro di Torre Annunziata è nelle mani dei giovani - sottolinea Aghina durante il suo intervento - Mi sono occupato personalmente della nascita dell’ufficio per i tirocinanti e ritengo che l'arrivo delle nuove leve sia un valore aggiunto per il Tribunale. In questi sette anni ho incontrato in più occasioni il personale docente del territorio. Insegnanti e dirigenti di altissimo livello capaci di ispirare gli studenti e di indirizzarli verso percorsi di legalità. Serve una visione sinergica per garantire legalità in un territorio così complesso".

Un lungo intervento quello del presidente Aghina, in un alternarsi tra ironia e commozione. "Il Tribunale ha delle criticità di natura logistica. In questi anni ho ricoperto anche il ruolo di 'amministratore di condominio' barcamenandomi tra infiltrazioni d'acqua e restyling dell'edificio. Mi sono occupato personalmente del rifacimento della facciata - scherza Aghina - lanciammo un sondaggio per definire il colore e rischiammo quasi di avere una palazzo di giustizia azzurro puffo. Avrei voluto un rosso pompeiano c'era un vincolo paesaggistico". 

Tra i presenti il Procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e il direttore degli Scavi di Pompei Gabriel Zuchtriegel. Al presidente Aghina, infatti, va anche il merito di avere firmato il primo protocollo nazionale con il parco archeologico per la messa alla prova dei detenuti. "Sono tante le sfide che ho affrontanto nel corso della mia carriera a Torre Annunziata. Ogni giorno, affacciandomi dalla finestra, ho ammirato lo spettacolo mozzafiato del mare e del Vesuvio. Sono state tante le battaglie che abbiamo combattuto, basti pensare ad esempio allo scoppio della pandemia. Crticità che abbiamo gestito con il contributo del personale, in prima linea per garantire i servizi nonostate le difficoltà. Mi commuove ripercorrere in cosi breve tempo la mia intera carriera. Questo territorio mi ha regalato tanto e difficilmente lo dimenticherò".

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