Domenica, 28 maggio 2017

 
 
 

Torre Annunziata, scuola. Gelo in classe: scoppia la protesta delle mamme

Domani, a via Murat, nessun alunno in aula. Problemi anche nei plessi della zona nord

10-01-2017
di Salvatore Piro

 

TORRE ANNUNZIATA. Gelo in classe ed alunni costretti a studiare, chini sui banchetti, con guanti, sciarpe e cappotti addosso: scoppia in via Murat la rabbia delle mamme. Domani, per protesta, nessuno andrà a scuola. E' la drastica decisione assunta dai genitori dei piccoli studenti della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, che frequentano il plesso distaccato dell'IC Giacomo Leopardi.

Un istituto "di frontiera", che sorge nel bel mezzo della zona sud, il cuore dei rioni del degrado. Ma soprattutto ampio, troppo vecchio, usurato dal tempo e dalla mancanza di fondi pubblici. Occorrerebbe una manutenzione regolare, ma i soldi sono pochi. E la scuola non ha retto al gelo degli ultimi giorni, così come una valvola della sua caldaia centrale, che andando in tilt ha provocato il black-out dei termosifoni al terzo piano.

E' proprio lì che i bambini delle ex elementari hanno indossato cappotti, sciarpe e guanti in lana pur di riscaldarsi. L'abbigliamento anti-ghiaccio è però servito a poco. "Sono andata a prendere mia figlia a scuola, ha 5 anni. Era congelata. Come si fa a studiare con il cappotto? Come può un bambino scrivere con i guanti? Ora basta. Domani, lei e pure suo fratello resteranno a casa", sbotta Pina, di Torre Annunziata, madre di due piccoli alunni ed in pratica a capo della protesta.

Domani, Pina si riunirà con le altre mamme all'esterno della scuola. Attenderanno, tutte, le mamme. Tutte giù in cortile, aspettando un incontro con il dirigente scolastico od un responsabile dell'ufficio tecnico comunale in grado di chiarire la stucchevole vicenda. "Mia figlia per due giorni è andata a letto tremando - continua Pina - . Aveva le mani freddissime. Mi ha detto: mamma, a scuola ho tolto i guanti. Perchè non potevo colorare".

La situazione, in via Murat, dovrebbe lentamente migliorare. Ieri, infatti, i tecnici inviati da Palazzo Criscuolo hanno provveduto a sostituire la valvola rotta della caldaia. "Il problema - sottolinea Antonella d'Urzo, dirigente scolastico del Comprensivo Leopardi - si è verificato solo per l'impianto di riscaldamento al terzo piano. La valvola è stata sostituita, ma i corridoi della nostra scuola, così come le aule, sono molto ampie. Occorre sempre un po' più di tempo, rispetto alla media, affinchè l'intero ambiente si riscaldi.

La protesta delle mamme? La rispetto. Occorre farsi sentire, anche con il Comune e con l'ex Provincia. Personalmente ho contattato più volte l'ufficio scolastico provinciale ed il sindaco Starita. Abbiamo scuole troppo vecchie". Il problema è che le mamme in protesta non credono ad una "riparazione efficace. Verificheremo domani. Solo se i termosifoni saranno caldi i nostri bambini torneranno a scuola". Freddo polare, scuole vecchie, caldaie rotte e studenti che scrivono con i guanti. Il problema, dopo le vacanze di Natale, ha interessato diversi istituti cittadini. Anomalie e guasti ai termosifoni si sono verificati in altre 3 scuole, tutte in zona nord: a via Gambardella, via Caravelli e via Tagliamonte. 

 



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