Domenica, 25 agosto 2019

 
 
 

Aumento Tari, la petizione dopo la protesta: “Vogliamo chiarezza”

Sul web l’istanza per chiedere spiegazioni sull’incremento della tassa sui rifiuti: le sei domande al sindaco Ascione

29-11-2018
di Marco De Rosa

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Petizione sul web contro l’aumento della tassa dei rifiuti. E' l’iniziativa lanciata dai cittadini di Torre Annunziata per fare chiarezza sui motivi che hanno portato all’aumento della Tari.

L’istanza, diretta al sindaco Vincenzo Ascione, vuole portare alla luce una serie di incongruenze che i cittadini hanno lamentato: “In alcuni casi l’importo è rimasto invariato, in altri diminuito, in altri ancora aumentato. Inizialmente, da fonti amministrative, si è giustificata la cosa in ragione delle rettifiche delle metrature. Ma questi aumenti, diverse testimonianze lo dimostrano, saranno scontati anche dai contribuenti che non sono stati oggetto di rettifica”.

Un dato che va considerato anche all’interno dell’aumento del costo di gestione del servizio rifiuti aumentato del 15 per cento, pari a 1.276.288,87 euro, rispetto al 2017. Un dato che ha mandato su tutte le furie i cittadini, che sui social hanno riversato negli ultimi giorni i propri malumori, fino all’attivazione della petizione.

Tante le domande contenute all’interno nell’istanza: perché i costi sono aumentati così cospicuamente, se si produrrà un miglioramento qualitativo del servizio tenuto conto della diffusa insoddisfazione, per quanto tempo ancora i cittadini pagheranno nella Tari anche le somme pregresse dovute alla Oplonti Multiservizi nonostante non operi più dal 2014, perché non si sono registrati benefici dalla raccolta differenziata soprattutto per i cittadini virtuosi e, ultimo ma non meno importante, in che modo il comune di Torre Annunziata intende farsi garante del rapporto tra contribuenti e società incaricata della riscossione dell’imposta.

Tutti interrogativi rimasti ancora senza risposta. “Ho firmato questa petizione – ha scritto un cittadino - perché ritengo utile e doveroso fare in modo che s'instauri un rapporto contribuente/Comune nel segno della chiarezza e, il più possibile, dell'obiettività. Da un lato il cittadino non può essere trattato alla stregua di un servo sciocco e dall'altro l'ente comunale ha il diritto/dovere di manifestare all'esterno le complessità che connotano il suo operato”.


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