Lunedì, 15 ottobre 2018

 
 
 

Educare alla legalità: si rinnova la missione di “Libera”

Vivere nel rispetto di sé e degli altri: il nuovo spirito del presidio di Torre Annunziata

10-10-2018
di Titti D'Amelio

 

“Cosa c’entra se butto un fazzoletto di carta a terra o se parcheggio in doppia fila. Non sono mica un camorrista? Quella volta che ho chiesto ad un mio amico di accelerare la mia pratica e metterla sopra le altre. Cosa c’entra? Lo fanno tutti, mica uccido qualcuno? Io la camorra non la conosco. So che si sparano., oppure quando vengono gli elicotteri durante le retate in piena notte. Quella è la camorra… ”

Nulla vi è di più pericoloso di chi parla in questi termini quando si parla di camorra. Queste le riflessioni venute fuori durante il dibattito di martedì 9 ottobre del Presidio di “Libera” di Torre Annunziata, svoltosi presso il Salone della Basilica della Madonna della Neve.

Una serie di atteggiamenti che non si possono coniugare con un vivere civile rispettoso di sé e degli altri. Come porre dunque un rimedio affinché questi atteggiamenti siano arginati e  l’uomo esca dallo stato di bisogno? Solo in un modo, attraverso l’istruzione. Educare alla legalità, partendo dai più piccoli fino ad arrivare alla gente comune. Educazione trasversale per grandi e piccoli, abbienti e meno abbienti, perché l’atteggiamento prepotente non guarda in faccia nessuno.

All’assemblea, presieduta da don Ciro Cozzolino in qualità di referente del Presidio di “Libera” di Torre Annunziata,  hanno partecipato un folto gruppo di persone:  tra gli altri , mons. Raffaele Russo, don Antonio Carbone, accompagnato da alcuni ragazzi della casa famiglia dei Salesiani, don Ciro Esposito della parrocchia di piazza Ernesto Cesaro, il dirigente del II Circolo Didattico “Siani” Gennaro Cirillo, il preside del Liceo Pitagora/Croce Benito Capossela, il presidente di Legambiente Matrone, l’avvocato Telese dell’Associazione a difesa dei consumatori, l’associazione Ubuntu, i ragazzi di “Radio Siani” di Ercolano, la figlia di Luigi Staiano vittima di camorra, insieme a numerosi esponenti delle Forze dell’Ordine. Assente l’amministrazione comunale, salvo un fugace cameo del vicesindaco Feltro nel corso dell’assemblea.

La serata ha visto anche la partecipazione di numerosi giovani dei vari istituti superiori della città oplontina che hanno preso parola condividendo il proprio punto di vista al dibattito. Durante l’assemblea è stato dato spazio all’esibizione di alcuni ragazzi della sezione musicale del Liceo Pitagora: Luisanna  Porzio al canto, Leonardo Boccia al piano e Alessandro Paolillo al violino.

Al termine dell’incontro i partecipanti alla riunione hanno effettuato una simbolica passeggiata intorno a Palazzo Fienga, “simbolo del passato strapotere della criminalità organizzata”, che ancora è lì, con le sue finestre murate e gli accessi sbarrati, che ancora non è stato restituito alla città, trovandosi  in uno stato di abbandono e incuria e che solo con la sua presenza ci rende guardinghi su un passato che ancora è presente e sulla necessità di incamminarci tutti insieme verso un futuro scevro da qualsiasi condizionamento o già segnato.

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