Lunedì, 17 dicembre 2018

 
 
 

Torre Annunziata. Truffa alle assicurazioni e falsi incidenti: blitz delle Fiamme Gialle

Ottenevano indebiti risarcimenti dalle compagnie. Nei guai due avvocati (già in carcere) e due finanzieri

10-10-2018
di Redazione

 

Truffa alle assicurazioni e falsi incidenti stradali. Blitz della Guardia di Finanza di Torre Annunziata: eseguite 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di appartenenti a un’associazione per delinquere dedita alla truffe assicurative e ad altre condotte delittuose, effettuate in maniera seriale e continuate nel tempo.

Le indagini delle Fiamme Gialle, dirette dalla procura della repubblica di Torre Annunziata hanno permesso di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere formata da 11 persone, oltre a un avvocato e due finanzieri (un brigadiere e un luogotenente, ndr) ritenuti responsabili di favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio. Le misure cautelari sono il frutto di indagini che si inquadrano come complementare alla maxi operazione di due settimane fa - in cui sono stati coinvolti, periti, avvocati e giudici di pace, ndr - che hanno svelato un sistema di falsi incidenti stradali o di alterazioni di quelli realmente accaduti, allo scopo di ottenere indebiti risarcimenti dalle compagnie assicurative.

Il quadro indiziario ricostruito dalle fiamme gialle ha consentito di mettere in risalto come il capo di quest'associazione fosse Salvatore Verde (già in carcere nell'ambito dell'operazione "Scandalo al Foro", ndr), titolare di un'agenzia di consulenza a Boscoreale, attorno alla cui attività professionale sarebbe nato il gruppo criminale. Questi, facendo del suo studio la base operativa per l'associazione e avvalendosi del supporto qualificato di esperti del settore, utilizzava anche propri "agenti" sul territorio, i quali, sotto sue indicazioni, "reclutavano" la clientela interessata al loro illecito business. In cambio di una consistente parte dei profitti precedentemente concordati attraverso una specie di tariffario, si concordava una falsa versione dei fatti sugli incidenti stradali, mettendo a disposizione dell'organizzazione le proprie autovetture o i propri motocicli.

I procacciatori si occupavano innanzitutto di ritirare dai legittimi proprietari compiacenti i veicoli che venivano condotti poi presso alcune carrozzerie colluse presenti a Scafati e Boscoreale, per poi procedere a danneggiarli materialmente o a sostituire parti integre con altre parti incidentate. Gli stessi si preoccupavano di mettere insieme la documentazione necessaria per pratiche di consulenza verso periti compiacenti (foglio di circolazione, carte d'identità, patenti, certificati medici etc.). Se sulla vettura l'assicurazione aveva montato un localizzatore Gps subentravano i falsi testimoni dell'incidente mai avvenuto. In questo caso, infatti, in presenza di un testimone, le compagnie assicurative possono anche evitare di controllare la “scatola nera”. La banda di truffatori inoltre riusciva anche a farsi rimborsare danni fisici che i “clienti” si erano procurati accidentalmente oppure danni alle vetture provocati per eventuali distrazioni alla guida.

Nel corso degli accertamenti, è stata stabilita la condotta, a beneficio di Salvatore Verde, di due finanzieri e dell'avvocato Ivo Varcaccio Garofalo, anch'egli già in carcere per la precedente operazione.



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