Lunedì, 15 ottobre 2018

 
 
 

Educazione alla psicologia: il progetto del Parini-Rovigliano di Torre Annunziata

L’obiettivo di “Aule in subbuglio”: portare la materia fuori dalle stanze mediche e farla entrare nella società

12-10-2018
di Titti D'Amelio

 

Portare la psicologia fuori dalle stanze mediche e farla entrare nella società, nei giovani, nelle scuole.

Un pubblico folto e partecipe ha presenziato all’iniziativa promossa dall’Ordine degli Psicologi della Campania “L’aula in subbuglio - Esperienze comunicative con bambini e adolescenti in contesti territoriali difficili”, svoltosi giovedì 11 ottobre 2018 presso l’Istituto Comprensivo “Parini - Rovigliano” di Torre Annunziata.

Il convegno  si inserisce nella “settimana per il benessere psicologico in Campania”, ormai giunto alla IX edizione e che andrà avanti fino a sabato con un calendario ricco di eventi che si svolgeranno in numerosi comuni delle province campane. In questa settimana inoltre gli Psicologi aderenti all’iniziativa effettueranno il primo appuntamento per chi sentisse la necessità di intraprendere un percorso terapeutico in maniera gratuita.

A fare gli onori di casa la preside della scuola Rovigliano, Mariantonietta Zeppetella Del Sesto: dopo i saluti di rito rivolti anche al sindaco Vincenzo Ascione e alle Forze dell’Ordine presenti, l’introduzione è stata affidata la dottoressa  Lucia Sarno, vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania e le dott.sse Giorgia Proto e Carmen Pirozzi.

Il progetto dell’Ordine degli Psicologi è ambizioso: portare la psicologia al di fuori degli studi medici, delle cliniche, degli ospedali, per arrivare in tutto il tessuto sociale, nelle famiglie principalmente, ma anche nelle scuole e in tutti quei centri di aggregazione dove instaurare un clima sereno è fondamentale. “Siamo fatti di relazioni con gli altri, nessuno è davvero estraneo al suo vicino ed è proprio in queste relazioni che si annidano comportamenti e modi di fare che se gestiti male possono portarci insofferenze e insoddisfazioni, tali da rendere la nostra vita  non una fonte di gioia ma di sofferenza e preoccupazione”, ha affermato la dott.ssa Sarno.

Un percorso che può essere fatto da tutti , in primis dai giovani affinché non siano comparse della propria vita ma attori e dunque protagonisti. “Vivere in questi contesti ci fa sentire di partire svantaggiati. Ma che colpa ne hanno i nostri ragazzi che nascono qui, se questa realtà offre spesso più modelli negativi che positivi?”, si chiede la Dirigente Zeppetella Del Sesto.

E allora il titolo “aula in subbuglio” si presta a una lettura che solo apparentemente è superficiale: “Aula non come spazio prettamente fisico, misurato in metri quadrati, ma come spazio mentale, luogo dell’agire in cui sfruttare positivamente il ‘subbuglio’, quell’elemento perturbante dal quale però si può trarre il necessario cambiamento per migliorare la situazione problematica di partenza” dice la dottoressa Pirozzi.

Rompere gli schemi: il subbuglio deve essere gestito in modo propositivo. “Bisogna diventare grandi, ha spiegato la dottoressa Proto rivolta agli adulti presenti. “Bisogna dimostrare ai figli che non abbiamo paura di crescere e di invecchiare. E dunque, con fiducia dedicarsi ai bambini, educarli all’ascolto fin da subito, affinché si riesca a far crescere adolescenti abituati al dialogo, abituati ad un confronto sano e positivo. E allora accettare che la psicologia entri nelle nostre vite per rieducarci all’ascolto, quello vero, quello che proviene dal cuore”.



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