Mercoledì, 20 febbraio 2019

 
 
 

Boscoreale. Diplomatico: “Dobbiamo risanare il bilancio, altrimenti rischiamo il collasso”

A sei mesi dall’insediamento, il giudizio del sindaco tra carenze di personale, Piano Urbanistico e il “caso-Langella”

02-02-2019
di Marco De Rosa

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“Ci siamo insediati solo da qualche mese ma abbiamo già portato avanti una linea programmatica di rilancio per Boscoreale. Ma dobbiamo fare i conti con un bilancio disastroso, se non lo risaneremo rischiamo il collasso”.

Antonio Diplomatico, sindaco di Boscoreale, traccia un suo personalissimo bilancio a sei mesi dell’insediamento. Da quel 10 giugno dello scorso anno, il primo cittadino ha già dovuto fare i conti con una serie di problemi di non facile risoluzione. Nonostante questo, primo e fondamentale passo è stato l’adozione del Piano Urbanistico Comunale: “Finalmente entro qualche mese entrerà in vigore e potremo rilanciare commercio e insediamenti produttivi”.

Nonostante i buoni propositi, però, Diplomatico è alle prese con un Bilancio comunale non proprio in salute: “Abbiamo un disavanzo di 10 milioni. Un completo disfacimento che abbiamo ereditato e che stiamo combattendo. Stiamo raschiando il fondo cercando di ricostruire il nostro patrimonio comunale di cui inspiegabilmente non c’è traccia, specie per quanto riguarda i 600 alloggi del Piano Napoli”.

A questo si aggiunge la situazione di pre-dissesto che, di fatto, inibisce assunzione di personale.

“Siamo già ridotti all’osso e per giugno il caposettore all’Urbanistica e comandante dei vigili urbani andrà in pensione. Abbiamo ora accorpato vari uffici e ottimizzato le nostre risorse interne per far fronte alle esigenze. Spero che con quota 100 la situazione non peggiori ulteriormente altrimenti rischieremmo il collasso”.

Qualche problema però c’è stato anche all’interno della sua giunta, visto che dopo solo due mesi è stato revocato l’incarico di assessore a Gennaro Langella. Qual è la verità sulla vicenda?

“Ho sopportato tutte le sue scorrettezze, venendo incontro a tante sue richieste. Avrebbe ricoperto il ruolo di super assessore, una sorta di deus ex machina, ma del suo operato non c’è traccia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sua assenza in occasione del consiglio comunale sul riequilibrio di bilancio. Lì ho deciso di revocare le sue deleghe, mi è sembrato un atto dovuto”.

Ripavimentazione stradale, edilizia scolastica e Ambiente Reale. Sono solo altre delle tante questioni in corso di sviluppo.

“Su Ambiente Reale abbiamo notato che nonostante il fatto che la ditta sia proprietaria di alcuni automezzi, si provvedeva a un fitto di altri ad un costo certamente maggiore della semplice manutenzione di quelli di proprietà. Abbiamo fatto dei preventivi per rimetterli a posto e la questione dovrebbe sbloccarsi a breve. Sull’edilizia scolastica, dopo i lavori alla scuola De Prisco, stiamo cercando di completare l’iter sulla Cangemi. Qui, dalla fase di progettazione esecutiva all’aggiudicazione della gara d’appalto sono cambiate le normative antisismiche. Quindi abbiamo rimodulato il finanziamento e il progetto adeguandolo alle nuove leggi. Per le altre scuole c’è bisogno soltanto di reperire fondi per la manutenzione ordinaria. Per quanto concerne le opere pubbliche: dopo la ripavimentazione di via Passanti, ora dobbiamo portare a termine via Passanti Flocco e il Parco Pellegrini. Se riuscissimo a ripristinarla, potremmo dotare la città di una struttura unica nel suo genere, una scuola con un parco annesso. Ma c’è ancora molto da fare”.

Come tanto c’è da fare anche per il progetto che riguarda l’area mercatale. Sarebbe stato utile tenerlo aperto tutti i giorni anche per evitare che le auto sostassero lungo via Passanti. Invece resta aperta soltanto il martedì.

“Si tratta di un’idea imprenditoriale che prenderemo in considerazione in futuro, ma al momento la priorità è risanare i bilanci e uscire dalle difficoltà economiche in cui ci troviamo”.

In sintesi, qual è l’obiettivo che si pone nel 2019?

“Far tornare Boscoreale alla normalità. Può sembrare poco oppure una follia, ma dal baratro in cui siamo finiti io lo reputerei un grande miracolo. Solo iniziando a programmare il futuro in maniera seria e meticolosa possiamo pensare di incentivare qui lo sviluppo economico”.

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IL BILANCIO 2018 DI ASCIONE


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