Lunedì, 23 luglio 2018

 
 
 

Presunti abusi edilizi a Pompei: anche i 5 Stelle all’attacco

Visita di Luigi Gallo agli Scavi: “Inutile cubo di cemento, siamo tornati agli anni della deregulation edilizia”

11-01-2018
di Marco De Rosa

 

“Negli scavi di Pompei sta per nascere un nuovo inutile cubo di cemento che svilisce il patrimonio paesaggistico e archeologico racchiuso nel Parco. Abbiamo raccolto la segnalazione di un comitato civico e ambientalista, che denuncia la nascita di un edificio che ospiterà gli uffici della Soprintendenza in affiancamento a quelli già esistenti. La struttura sorgerà lì dove erano situate le ex officine Falegnami e Fabbri, nella pineta demaniale degli Scavi nei pressi di via Plinio. Un edificio enorme e in cemento armato, molto impattante dal punto di vista ambientale”.

Lo dichiarano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, Luigi Gallo e Andrea Cioffi, dopo un sopralluogo ispettivo nell’area del cantiere, all’interno del Parco Archeologico.

“Siamo stati accolti dalla Soprintendenza e dal direttore del Parco, Massimo Osanna, che ci ha fornito tutta la documentazione del caso” hanno continuato i parlamentari del M5s attraverso una nota congiunta. “E’ vero che le autorizzazioni ci sono tutte, compresa quella paesaggistica, ma è chiaro che di fronte a una struttura che ha un impatto del genere ci chiediamo su che basi siano state date queste autorizzazioni. Sembra di essere tornati agli anni Ottanta quando vigeva una sorta di ‘deregulation edilizia’. Abbiamo come l’impressione che ci sia stato un errore progettuale da parte di Invitalia che ha progettato di costruire un edificio in cemento armato vicino a un antico teatro di epoca romana. Siamo convinti che lo sviluppo di quest’area non parta da cementificazioni e centri commerciali bensì dalla tutela del nostro patrimonio culturale e archeologico, dal rilancio del trasporto pubblico locale e dalla nascita di un progetto di ‘turismo diffuso’ come la creazione di un Distretto della Grande Bellezza nel cuore della Buffer Zone Unesco di Pompei”.

LA RISPOSTA DELLA SOPRINTENDENZA -  LA DENUNCIA



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