Martedì, 22 gennaio 2019

 
 
 

Riapre la Schola Armaturarum, luogo simbolo della rinascita di Pompei

Osanna saluta la città vesuviana consapevole di aver ridato lustro al sito UNESCO

03-01-2019
di Redazione

 

Pompei rinasce tramite il suo luogo simbolo per eccellenza, la Schola Armaturarum che crollò nel novembre 2010 e diede avvio al Grande Progetto Pompei. Oggi nel suo ultimo giorno di mandato, il Direttore Massimo Osanna come regalo la restituisce alla fruizione dopo importanti interventi di restauro e scavo che ne chiariscono meglio le funzioni originarie.

I lavori sono stati eseguiti dal team Ales a cui si aggiungono da oggi sette nuovi funzionari restauratori assunti dopo ultimo concorso del Ministero. Si chiude definitivamente qui l’era dei crolli e si riapre un luogo simbolo della Pompei del ‘900, portato alla luce da Spinazzola e restaurato da Maiuri. L’edificio, già in antico, destò sin da subito l’interesse degli studiosi per le particolari pitture sulla fronte con trofei d’armi e vittorie alate, non conservatesi dopo i grossi danneggiamenti che l’edificio subitì in occasione dei bombardamenti del ‘43, e per l’enorme affaccio sulla via più importante della città, via dell’Abbondanza.

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Si parlò subito di Schola Armaturarum, luogo dei gladiatori e centro per lo sport, ma sono sicuramente gli ultimi scavi a chiarire meglio la sua funzione. Da alcuni magazzini retrostanti, diverse anfore provenienti dai luoghi del Mediterraneo, contenevano vino, olio e salsa di pesce, connettendo ancora una volta il Mediterraneo e facendo di Pompei luogo di scambi e interazioni multietniche e azzardando anche con ardite ipotesi che questo fosse luogo di qualche associazione chiusa chissà dopo gli scontri del 59 d.C., quando si squalificò l’Anfiteatro.

Adesso il futuro di Pompei passerà finalmente da una manutenzione ordinaria e programmata e dal nuovo personale che aggiungerà spessore al team che in questi anni ha dato luce alla città, anche grazie ai nuovi scavi e ai nuovi progetti già impostati come quello della riorganizzazione della sala regia e dei metal detector agli ingressi. Un saluto malinconico quello di Osanna a Pompei ma con la consapevolezza di aver fatto tutto e bene e di aver ridato al sito UNESCO un’impronta internazionale.

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