Lunedì, 27 maggio 2019

 
 
 

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Ricettazione e riciclaggio di auto rubate: fermate quattro persone

L’ordinanza emessa nei confronti di persone residenti a Castellammare e Gragnano

Associazione per delinquere finalizzata a ricettazione e riciclaggio di auto rubate e truffa ai danni di ignari acquirenti delle automobili reimmesse sul mercato. Con questa accusa quattro persone residenti a Castellammare di Stabie e Gragnano sono state fermate dai Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura.

Due indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere e due al divieto di dimora nella Regione Campania.

Ordinanza è frutto di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata e condotta dai militari della Stazione dei Carabinieri di Pompei. Gli indagati, tutti con precedenti penali, rivendevano sul mercato ad ignari acquirenti automobili contraffatte, utilizzando annunci su siti on-line specializzati.

Le indagini sono scattate nel febbraio del 2018 quando uno dei quattro membri dell’organizzazione era stato sorpreso alla guida di un furgone con all’interno le parti già sezionate di una autovettura rubata la notte precedente in Somma Vesuviana.

I quattro avevano ruoli predefiniti: due erano avevano il compito di reperire le autovetture di illecita provenienza, acquistare modelli corrispondenti incidentati e eseguire, insieme con gli altri due complici, le operazioni tecniche di ricondizionamento e alterazione dei segni distintivi provvedendo alla ripunzonatura dei telai, all’assemblaggio di più parti di diverse autovetture, alla riprogrammazione delle centrali elettroniche.

I veicoli riciclati venivano quindi rivenduti a ignari acquirenti attraverso annunci su siti on-line specializzati.

Uno degli arrestati, fittizio titolare di una ditta individuale per la rivendita di auto, provvedeva alle operazioni finanziarie conseguenti alle vendite e alla distribuzione dei profitti ai sodali.

Il meccanismo illecito è stato scoperto attraverso l’analisi dei traffici telefonici nonché attraverso intercettazioni di conversazioni e accertamenti tecnico-scientifici sui veicoli oggetto di sequestro, poi restituiti agli aventi diritto.