Sabato, 25 maggio 2019

 
 
 

Torre Annunziata, il centro DiCA a lavoro per combattere i disturbi alimentari

Oggi si celebra la giornata del fiocchetto lilla. Il dottor Iovino: "Problema serio e in crescita, fondamentale la prevenzione"

15-03-2019
di Redazione

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Oggi in tutta Italia si celebra la giornata nazionale sui disturbi alimentari. L’evento, che ha come simbolo un fiocchetto lilla, è stato istituzionalizzato dal Ministero della Salute.

A Torre Annunziata, in via Gino Alfani 46, dal dicembre del 2015, è sorto il centro DiCA, all’interno del quale ognigiorno lavorano varie figure professionali con esperienze pregresse e strutturate nell’ambito.

Il centro è composto da un'equipe multidisciplinare di Psicoterapeuti, Psichiatra, Nutrizionista, Medico internista che lavorano a stretto contatto, trattando la multifattorialità che è necessaria affrontare con i disturbi alimentari.

A parlarne nel particolare è il dottor Stefano Iovino, psicologo di Torre Annunziata.

Attualmente quali sono le cause più gravi che riscontrate? 

“Parlare di una causa specifica che sia alla base dei DCA è praticamente impossibile. I motivi per cui insorge un disturbo alimentare sono vari e coinvolgono differenti aspetti della vita di un individuo. Sicuramente, uno dei fattori più diffusi è quello di utilizzare il cibo come sostituto di un vissuto emotivo al quale una persona non riesce ad accedere, per ragioni complesse che è difficile definire a priori. Spesso assume significati simbolici importanti o valenze comunicative (si cerca di utilizzare il cibo come strumento per comunicare un disagio, un dolore)”.

 L’esplosione dei social ha portato a un’amplificazione di questo tipo di disturbo?

“Sono sicuramente diventati un fattore importante tanto nella genesi, quanto nel mantenimento dei disturbi alimentari. L'ideale di un corpo che sia quanto più simile ad un "prototipo" di bellezza, degli ideali estetici da seguire, la necessità di doversi uniformare a dei clichè per poter essere socialmente accettati, ha fatto sì che si ricorra sempre più spesso ad una spersonalizzazione dell'individuo e di una ricerca spasmodica dell'ideale da raggiungere: se il prezzo da pagare è imbattersi in un disturbo alimentare, che ben venga.  Si assiste inoltre al proliferare di gruppi o blog in cui giovani, spesso adolescenti, si scambiano consigli o trucchi su come mettere in atto comportamenti tipici dei disturbi alimentari: tra cui vomito autoindotto o regole sulla privazione estrema di cibo”.

Quali sono i consigli per prevenirli?

“Da sempre sosteniamo l'importanza della prevenzione. Diffondere consapevolezza del fenomeno è il primo passo per rendere le persone consapevoli del fatto che i disturbi alimentari sono un problema serio, in crescita, che genera danni fisici e psicologici importanti e talvolta cronici, che possono in alcuni casi essere letali. Laddove possibile partecipiamo ad eventi finalizzati alla sensibilizzazione, spiegando cosa sono i DCA e fornendo addirittura dati epidemiologici sulla diffusione del fenomeno. Inoltre, sul nostro sito internet (www.dicanapoli.it) e sulle nostre pagine social ci impegniamo  a tenere sempre alto il livello di informazione pubblicando articoli divulgativi relativi ai DCA”.


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